Ho trovato la forza per imparare a vivere la vita che verrà!

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scritto da Francesco Maldera.

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Ciao a tutti, sono Francesco, e vi voglio raccontare la bellezza dell’esperienza del campo. Quest’anno il campo si è svolto in una struttura a Teora (AQ), e per me è stata la prima volta che ho partecipato. Sono arrivato qui con un po’ di scetticismo sul efficacia o meno di questo campo. Sono stato accolto con grande abbraccio da parte di tutti quelli che erano arrivati prima di me. A l’ inizio non conoscendo nessuno mi sono sentito a disagio, ma decisi che mi dovevo buttare in questo campo anche facendo nuove amicizie

img_8787Le attività che mi hanno colpito di più sono state il “Cartellone della vita” e il cartellone con le nostre foto. Il primo perché partendo da quando ero bambino mi ha ricordato alcuni momenti della mia vita fino ad oggi. Il secondo per me è stato fondamentale in quanto rivedendomi in foto da neonato, da bambino e attualmente, ho visto che crescendo ogni tappa della mia vita continuava a vivere in me anche se ero cresciuto. Mi ha dato molta forza per affrontare la vita che verrà perché comunque dal passato si può sempre imparare per non cadere nuovamente negli stessi errori. Poi il fatto di farmi un augurio per il futuro mi ha tracciato una linea guida su come vivere la mia vita. 

A mio parere l’altra cosa fondamentale per crescere in questo campo era la messa tutti i giorni. Metteva come il sigillo divino alla giornata e le sue attività. L’adorazione serale poi mi ha fatto riscoprire la vicinanza di Dio nella mia vita. Un Dio che mi ha creato nel grembo di mia madre, un Dio che si è fatto uomo ed è morto per me, è risorto per me, ha lasciato il suo spirito per me e un Dio che continua a manifestarsi nel eucarestia, in un semplice pezzo di pane. Dio è riuscito a riempire tutti quegli spazi della mia anima che tramite gli esercizi avevo svuotato perché riconosciuti non sani.

L’adorazione mi dava poi una marcia in più per scavare, tramite gli esercizi, nella mia vita.

Nella serata del perdono davanti a Dio a cuore aperto, ho perdonato me stesso per essere stato geloso di mio fratello e ho perdonato i miei genitori che magari per il troppo lavoro non riescono a dimostrarmi come vorrebbero l’amore che hanno per me. Nella serata della lode ho consegnato a Dio la mia paura più grande, cioè quella di sprecare la mia vita. Nella serata di luci nella notte ho chiesto a Dio di indicarmi qual è la mia strada, qual è il mio posto nel suo disegno.

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Nella parola del vangelo che ho pescato ho trovato la risposta di Dio che mi dice di non preoccuparmi del futuro,  devo vivere la quotidianità apprezzando i suoi doni, al resto ci pensa lui. 

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Diciamo che queste sono un po’ le mie tappe principali di questa esperienza e spero che tanti ragazzi si rendano consapevoli dell’amore di Dio verso di loro affinché possano spendere la propria vita per qualcosa di grande: il capolavoro di Dio pensato da Lui su ciascuno di noi.

 

 

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