Voglio essere felice anch’io!

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barranewsscritto da Enrica Tumiatti.

Febbraio 2014: fine di una storia d’amore, l’ennesima delusione: può bastare…1335_10151795663988000_1885988575_n

È ora di reagire, è ora di mettere fine alle lamentele, ai ripiegamenti su se stessi, alle lacrime: voglio essere felice anch’io, voglio quella gioia piena che non ho mai conosciuto, voglio quell’ amore “vero” con la “A” maiuscola che non ho mai incontrato, voglio, voglio, voglio…

Ma cosa sono disposta a fare io realmente per essere felice? Quanto sono disposta a mettermi in discussione? Quanto realmente ascolto quel grido dentro di me, quel grido di dolore che vuole uscire anziché rimanere laggiù in fondo al mio cuore, soffocato dal perbenismo e dai finti sorrisi?Tutto ha avuto inizio da quel fallimento che mi ha scossa facendomi entrare in una profonda crisi interiore e che mi ha fatto aprire gli occhi su ciò che stavo vivendo e facendo, dove stavo andando e come…

Dico ancora basta. Chiusa una porta si apre un portone. Si cade ma ci si deve rialzare e si deve trovare il coraggio e la forza di rimettersi in cammino. E così ho fatto, intraprendendo una strada nuova che mi ha portato a vivere delle esperienze meravigliose con persone straordinarie. Grazie alla tenacia e alla determinazione di una carissima amica siamo riusciti ad organizzare a San Miniato (un paese in provincia di Pisa) un seminario dal titolo Mi sorprendo” tenuto da Maurizio e Maurizia del JoyMix Team.

E qui ha avuto inizio un’avventura che mi ha portato a fare esperienza dell’ascolto profondo di me stessa fino a far uscire una parte di quel dolore che era racchiuso nel mio cuore murato con il cemento armato. Trascorsi un fine settimana intenso fra lacrime, abbracci e “coccoline”, io e i miei amici, guidati dalla dolcissima voce di Maurizia, sperimentiamo esercizi individuali e di interazione a coppie e in gruppo che ci portano a fare una profonda esperienza di ascolto, individuale e reciproco e attraverso le arti espressive riusciamo a condividere delle parti molto intime delle nostre storie di gioia ma soprattutto di dolore.Ne usciamo rinnovati, più consapevoli di noi stessi e più uniti.

Mi sentivo molto meglio perché sapevo in che direzione andare, sapevo in quale direzione cercare; ero riuscita a tirare fuori parte di quel dolore che mi faceva ripiegare su me stessa impedendomi di vedere la vita con gli occhi dell’amore.Non potevo amare perché non mi amavo, vagavo per il mondo elemosinando amore, cercando compiacimento ma senza tirare fuori la vera Enrica perché la paura del rifiuto era talmente grande che piuttosto che rischiare mi adattavo agli altri e alle situazioni senza mai dire di no, senza mai alzare la voce.

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Grazie a quel seminario per la prima volta in vita mia ero riuscita a far emergere parte della mia sofferenza ma sentivo che quella piccola grande conquista non bastava, la strada era ancora lunga ed io avevo la voglia e la determinazione per continuare a camminare. e farmi intendere: chiunque poteva utilizzarmi come un pungi ball tanto non reagivo.

Parlando con Maurizio mi propose di fare anche il seminario “6 uno spettacolo”, mi iscrissi senza sapere bene di cosa si trattasse ma riponendo grande fiducia nei “Maurizii”, sapevo che era un’esperienza per artisti ed io mi sento artista ma non avevo la più pallida idea di cosa sarei andata a fare. Ci pensai un po’ su ma lasciai passare solo pochi giorni per iscrivermi perché ero rimasta folgorata dalla precedente esperienza.

Era il fine settimana a cavallo fra aprile e maggio, montai in macchina in direzione Grottaferrata (Roma) per partecipare al seminario “Sei uno spettacolo” e al mio arrivo con mia grande sorpresa trovai anche dei compagni d’avventura davvero speciali (così mi piace definirli perché è stata una fantastica avventura).

Il seminario si aprì con una presentazione di noi stessi del tutto insolita e senza l’uso di parole seguita da eserciziIMG-20130426-00421 sotto l’amorevole guida di Natalina e Fabia che ci hanno presi per mano conducendoci lungo un viaggio introspettivo dentro noi stessi per farci scoprire e riscoprire i talenti che il Signore ci ha donato dal giorno in cui ci ha pensati e chiamati alla vita. È stato un viaggio meraviglioso, abbiamo ripercorso strade di dolore del nostro passato e vissuto momenti in cui le lacrime versate erano di gioia e gratitudine, dagli inferi del nostro cuore alla meravigliosa esperienza della resurrezione fra canti, danze, creazioni artistiche, ognuno di noi ha potuto fare esperienza di rinascita, ognuno di noi ha potuto riscoprire il prodigio in se stesso, ho potuto vedere con i miei occhi i miei compagni risplendere come tante stelle nel firmamento. Ciascuno è riuscito guardare in faccia la propria storia, il proprio dolore e a far emergere i propri talenti, un passo in più verso la conoscenza di sé.

Questo seminario ha veramente segnato uno spartiacque nella mia vita perché per la prima volta sono riuscita a tirar fuori quel dolore che mi impediva di amarmi e di amare, attraverso questa esperienza ho finalmente eliminato un accumulo di cerotti da una ferita che per anni mi aveva imprigionata facendomi costruire intorno una bella fortezza che però doveva essere buttata giù per permettermi di essere libera, di esser me stessa. Finalmente mi sentivo e sentivo che c’era un Dio accanto a me che mi amava e che mi voleva veder risplendere, voleva che fossi quel prodigio che aveva pensato da sempre.

Da allora ho iniziato una nuova vita, avevo finalmente capito che cosa si era inceppato e in che punto della mia storia, vedevo tutto chiaro e potevo ricominciare a costruire, senza vergognarmi di me. Potevo dire: “No, questo non mi va” e non sentirmi in colpa.

Ricordo che il lunedì seguente rientrata in ufficio salutai il mio capo chiedendogli pure come stava e se aveva passato un buon fine settimana … e che glielo chiesi col sorriso. Può sembrare un gesto banale e scontato ma quando passi la vita sentirti piccolo piccolo e a nasconderti non è un gesto così scontato ma una piccola vetta conquistata e adesso so che ce ne saranno molte altre da conquistare, ma non ho più paura perché ho più fiducia in me stessa e perché so che lassù c’è un Dio che mi ama infinitamente e che mi è sempre accanto.

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Questi due seminari sono stati un vero dono che mi ha permesso di essere una donna più consapevole e più forte, ovviamente non sono sufficienti a risolvere una vita intera e devo dire che sono esperienze arrivate in un momento della mia vita in cui c’era terreno fertile per lavorare. Consiglierei a chiunque di vivere queste esperienze perché è grazie ad esse che ho potuto sciogliere dei nodi cruciali che tenevano legate le mie ali impedendomi di volare e di fare le scelte che mi hanno portato dove sono oggi.

Dopo un’estate trascorsa fra luci nella notte e missioni in strada e in spiaggia (Livorno, San Giovanni Valdarno, Pistoia Blues, San Benedetto del Tronto) e dopo instancabili preghiere in cui chiedevo al Signore di mostrarmi la strada, di farmi capire come spendere bene la mia vita, perché sì, la vita è meravigliosa in tutte le sue sfumature e voglio giocarmela bene fino in fondo: ho scelto con grande gioia di donare un anno della mia vita al Signore entrando alla scuola di evangelizzazione delle Sentinelle del Mattino di Pasqua.

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Sono dovuta scendere nei miei inferi prima di poter fare una scelta del genere nella libertà e nella gioia, avrei potuto affrontare il mio dolore in mille modi ma il Signore mi ha messo a fianco tanti angeli (talvolta un po’ pazzi che mi hanno guidata e tenuta per mano lungo il mio cammino, tra cui Maurizio, Maurizia, Fabia e Natalina ai quali sarò sempre grata per l’aiuto che mi hanno dato attraverso i loro seminari e spero che come me molti altri possano fare questa esperienza di resurrezione.

Ascoltarsi e mettersi in discussione, trovare il coraggio di chiedere aiuto è difficile e costa molta fatica e anche dolore ma ne vale assolutamente la pena, perché ciascuno di noi merita di essere felice, ciascuno di noi è un prodigio di Dio e la gioia della resurrezione è infinitamente grande rispetto al dolore che possiamo provare.

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