Quando la vacanza si trasforma in festa!

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scritto da Angelica Stramazzi.

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Ho partecipato ad una bellissima festa in Salento, precisamente a Nardò, dal 7 all’ 11 agosto. Sì, avete capito bene: ho scritto festa e non vacanza. Ho imparato che si dice così quando sperimenti l’Amore di Dio e dei fratelli; quando ti svegli la mattina e sei felice anche se non c’è sole; quando hai poco e ti sembra di avere tanto. Sono arrivata alla struttura residenziale “Oasi Tabor” stanca dal punto di vista emotivo e tentata fino all’ ultimo dal non partire e restarmene comodamente a casa (come direbbero i miei vicini di casa Maurizio e Maurizia, per Angelica non è una novità).

11800300_10153017664840778_849596340101931121_nFin dalla prima sera, abbiamo cercato di sentirci in famiglia grazie ad un esercizio che Maurizia ci ha fatto fare: ognuno di noi doveva consegnare all’ altro un pugno chiuso che rappresentava tutto il dolore e le ferite ricevute in passato (e ancora non del tutto rimarginate).

Da quel momento in poi, ci siamo sentiti davvero uniti e dal giorno dopo ci siamo aperti in sincere e profonde condivisioni. La Messa mattutina, insieme alla condivisione della Parola, ci hanno aiutato a non lasciarci distrarre troppo dalle cose del mondo, restando ancorati in Colui che tutto può.

11846629_10153025943730778_4523587440757847813_n11828764_10153025951670778_7570784450730993192_nPer non parlare poi della serata di Lode che abbiamo fatto nella chiesa del residence: un vero uragano di pace che ci ha accompagnato e protetto anche nei giorni successivi. Ovunque andassimo – a partire dall’ escursione in catamarano fino alla serata salentina (e ballerina nel nostro hotel) – tutti restavano stupiti dalla nostra vitalità a tal punto che arrivavano a chiederci: ma voi siete sempre così gioiosi? Quanto dolore invece dietro ogni nostra storia personale, quante ferite, quanti non amori ricevuti! Eppure, grazie a Dio, abbiamo imparato a gettare le maschere (anche se il cammino è ancora lungo), a dire dei piccoli ma per noi grandi no; a rispettare prima noi stessi per imparare a voler bene agli altri.

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Un grazie speciale a tutti i fratelli e sorelle che ho Non posso che ringraziare Maurizio e Maurizia, mie guide uniche e speciali, per avermi proposto l’esperienza del Joy Holiday e per avermi insegnato a rispettarmi e ad amarmi.conosciuto e con cui ho condiviso momenti indimenticabili: grazie per avermi accolta così come sono e per aver raccolto qualche lacrima. Ma il grazie più grande va a Gesù che non smette mai di stupirci e di meravigliarci con i miracoli che ha in serbo per noi.

Grazie Signore perché ci sei nelle nostre vite e grazie per avermi e per averci fatto vivere questa magnifica festa in Salento.

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E gioia sia.. anzi e JoyHoliday sia!

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