Maurizio Fratamico da Papa Francesco

PUR AVENDO TUTTO QUELLO CHE MI SEMBRAVA FOSSE NECESSARIO PER ESSERE FELICE, MI SENTIVO SOLO, VUOTO, NON AMATO, SENZA UN SENSO NELLA VITA.
MIO FRATELLO MI HA DETTO: “HO FATTO ESPERIENZA DELL’AMORE DI DIO! L’HO INCONTRATO NEGLI OCCHI DI UNA BAMBINA POVERA A CAPO VERDE…”.
ALLORA, HO CHIESTO: “GESÙ, TROVAMI TU UN VILLAGGIO TURISTICO PERCHÉ VOGLIO LAVORARE PER TE”.

 

Buonasera, Santo Padre!

Mi chiamo Maurizio Fratamico e lui è mio fratello gemello Enzo.

Da giovane ho cercato la felicità in tutte le vie che il mondo mi ha proposto. Per questo ho iniziato a cercarla nel successo e nei viaggi, in particolare nei villaggi turistici diventando animatore (e poi capo-villaggio). Grazie ai talenti che ho sono riuscito inseguendo il mito del successo, della fama, del divertimento e dell’avere e possedere ottenendo tutto quello che volevo.

Ho girato il mondo, tenevo spettacoli di successo con migliaia di persone, ero applaudito, ero osannato, guadagnavo molti soldi. Avevo tante ragazze con le quali mi rapportavo in un rapporto usa e getta così come avevo imparato pensando che fosse amore.

Pur avendo tutto quello che mi sembrava fosse necessario per essere felice, mi sentivo solo, vuoto, non amato, senza un senso nella vita. Allora cominciai ad interrogarmi per capire dove potessi aver sbagliato. Nel mio passato avevo dato spazio a Dio ma poi per alcune esperienze negative che mi hanno segnato mi ero allontanato dalla Chiesa e sono arrivato anche a rinnegarlo, a rinnegare Gesù.

Nonostante tutto, mia mamma non ha mai smesso di pregare per me e anche per mio fratell). Papà e mamma hanno versato tante lacrime per me proprio come Santa Monica per il figlio Agostino. Come ho detto prima, ho un fratello gemello che ha vissuto le stesse esperienze. Avere un fratello gemello non è semplice, è un rapporto di odio e amore.

Ricordo molto bene: era il 19 marzo del 2002.

Una settimana prima stavo in Africa e questa solitudine mi stava uccidendo, questo non senso mi stava facendo impazzire e per la prima volta chiesi aiuto a Dio. Stavo in una bellissima spiaggia, pensavo proprio di trovare la felicità in quei posti. Alzai lo sguardo verso il cielo e dissi: “Se ci sei, fatti vivo perché ho voglia di conoscerti!”.

Ma dall’altra parte ero così disperato, così solo che ho pensato anche di farla finita. Passata neanche una settimana, ci incontrammo io e mio fratello a casa.

Lo vedevo diverso dal solito, aveva un volto trasfigurato. Ricordo che gli chiesi: “Ma cosa hai fatto? come mai hai questa gioia?”. Lui mi disse – aveva tanto timore di parlarmi perché veramente eravamo tanto lontani da Dio – mi disse: “Io ho fatto esperienza dell’Amore!”“Ah, ti sei innamorato!” gli dissi io.

“No, no, no! Ho fatto esperienza dell’Amore di Dio! L’ho incontrato negli occhi di una bambina povera a Capo Verde…”. Io lo rifiutai subito. Lui si mise a piangere. Vi assicuro che non ho mai visto mio fratello piangere. Si avvicinò verso di me, pensavo che volesse picchiarmi e quindi mi difesi anche io. Lui spalancò le sue braccia e in lacrime mi abbracciò e mi disse: “Ti voglio bene”.

Da quell’abbraccio – sono passati quattordici anni – ancora mi devo riprendere; ho sentito un Amore che non mi ha mai giudicato e non mi ha mai condannato. Sono cascato in ginocchio. E scoppiai in un pianto a dirotto. Erano diversi anni che non piangevo e il mio cuore era diventato molto duro e insieme a mio fratello decidemmo di dire un Padre Nostro tutti e due in lacrime, dicendo a Gesù: “Signore, fai tu! Ci arrendiamo di fronte a questo Amore. Abbiamo capito che il senso della vita è l’Amore”.

Dopodiché avevamo bisogno di imparare ad amare perché purtroppo il mondo ci ha inquinato tantissimo e io scherzando dissi a Gesù: “Gesù, trovami tu un villaggio turistico perché voglio lavorare per Te”.

E Lui me lo trovò e mi fece andare in una comunità, una comunità dove c’erano tanti miei fratelli che erano caduti in tante dipendenze, cocaina, eroina, chi era finito in carcere, chi ha vissuto per tanti anni in strada. E conobbi Chiara Amirante.

Quando la vidi la prima volta dissi: “Anch’io voglio quella gioia, non quella gioia dei villaggi turistici che poi ti portava a spegnerti sempre di più. Voglio anch’io la gioia, la gioia di Dio!”. E insieme a mio fratello, che poi mi raggiunse dopo sei mesi, siamo entrati a Piglio (FR).

“No, no, no! Ho fatto esperienza dell’Amore di Dio! L’ho incontrato negli occhi di una bambina povera a Capo Verde…”. Io lo rifiutai subito. Lui si mise a piangere. Vi assicuro che non ho mai visto mio fratello piangere. Si avvicinò verso di me, pensavo che volesse picchiarmi e quindi mi difesi anche io. Lui spalancò le sue braccia e in lacrime mi abbracciò e mi disse: “Ti voglio bene”.

Da quell’abbraccio – sono passati quattordici anni – ancora mi devo riprendere; ho sentito un Amore che non mi ha mai giudicato e non mi ha mai condannato. Sono cascato in ginocchio. E scoppiai in un pianto a dirotto. Erano diversi anni che non piangevo e il mio cuore era diventato molto duro e insieme a mio fratello decidemmo di dire un Padre Nostro tutti e due in lacrime, dicendo a Gesù: “Signore, fai tu! Ci arrendiamo di fronte a questo Amore. Abbiamo capito che il senso della vita è l’Amore”.

Decidemmo di fare un percorso di conoscenza e di guarigione del cuore. Per la prima volta siamo riusciti – per grazia di Dio – siamo riusciti ad entrare nel nostro dolore. Io sono sempre scappato dal dolore, entrambi siamo sempre scappati.

Grazie a Gesù, grazie a questa famiglia Nuovi Orizzonti, io e mio fratello abbiamo fatto questo percorso di guarigione, l’abbiamo affrontato insieme a Lui, insieme a Gesù, non siamo più scappati e oggi cerchiamo con i nostri talenti di riportare questo amore misericordioso a tutti i fratelli che incontriamo in strada, in discoteca, nelle spiagge. E voglio ringraziare Dio perché io un mese fa’ avevo chiesto a Gesù: “Signore, io mi nascondo un po’ troppo. Ho un po’ paura di far vedere che sono cristiano. Se vuoi io ci sono”.

E poi gli chiesi un altro miracolo, il desiderio di abbracciare Papa Francesco e quindi non mi sembra vero oggi di trovarmi qui davanti a voi, fratelli e sorelle e davanti al nostro Papa Francesco.

Grazie Gesù!

“No, no, no! Ho fatto esperienza dell’Amore di Dio! L’ho incontrato negli occhi di una bambina povera a Capo Verde…”. Io lo rifiutai subito. Lui si mise a piangere. Vi assicuro che non ho mai visto mio fratello piangere. Si avvicinò verso di me, pensavo che volesse picchiarmi e quindi mi difesi anche io. Lui spalancò le sue braccia e in lacrime mi abbracciò e mi disse: “Ti voglio bene”.

Da quell’abbraccio – sono passati quattordici anni – ancora mi devo riprendere; ho sentito un Amore che non mi ha mai giudicato e non mi ha mai condannato. Sono cascato in ginocchio. E scoppiai in un pianto a dirotto. Erano diversi anni che non piangevo e il mio cuore era diventato molto duro e insieme a mio fratello decidemmo di dire un Padre Nostro tutti e due in lacrime, dicendo a Gesù: “Signore, fai tu! Ci arrendiamo di fronte a questo Amore. Abbiamo capito che il senso della vita è l’Amore”.

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